09 novembre 2011

Chutney di Pomodori Verdi


Il chutney o chatni (चटनी in hindi e چٹنی in urdu) è un condimento comunemente usato nelle cucine del Sud Est Asiatico, che di solito contiene spezie e  verdure.
Possono essere liquidi o asciutti, piccanti o meno, aspri e salati come nei pickles o dolci  e poco piccanti come nelle versioni anglo indiane, come ad esempio il famosissimo mango chutney. Ma sempre molto amato su piatti indiani.
Questa versione è  nata più probabilmente dalla tradizione anglosassone come modo per adoperare i pomodori  rimasti verdi, ma è ormai anche diffusissima sui blog indiani.

            Green Tomato Chutney

ingredienti:
1 kg pomodori verdi, tagliati a pezzetti
2 mele, sbucciate e tagliate a pezzettini
2 cipolle grandi, tritate
1 spicchio di aglio, tritato
2-3 cm di zenzero, sbucciato e grattuggiato
150 gr di uva passa
1/2 cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di peperoncino in polvere
400 ml aceto di malto o mele o canna da zucchero
175 gr di zucchero di canna ( o metà zucchero, metà jaggery se è disponibile)

procedimento:
Di solito si fanno i chutney come le marmellate, in pentola e cuocendo abbastanza a lungo. Questa volta ho sperimentato la pentola a pressione. 
Mettere tutti gli ingredienti insieme nella pentola a pressione, lasciando da parte solo metà dell'aceto e lo zucchero.
Chiudere la pentola e cucinare a fuoco medio per 10 minuti da quando sale la pressione. Poi spegnere, attendere di poter aprire e aggiungere l'aceto con lo zucchero e continuare la cottura a fuoco basso senza coperchio,  mescolando fino a quando si addensa un pochino. Quando siamo contenti della sua consistenza allora possiamo riempire i barattoli sterilizzati. 

Questa ricetta fa circa 6 barattoli medi, ma troverete che è talmente delizioso che se ne andrà troppo presto. 
Da provare assolutamente con pane e formaggio stagionato dal gusto forte, gorgonzola piccante ecc, ma ovviamente anche un essenziale con dei curry piccanti!

Progetto Orto: novembre

E' arrivato l'autunno: nel nostro orto la stagione cambia radicalmente, il sole scompare dietro alla montagna le foglie cascano,  le prime son quelle degli aceri negundo che ci circondano, e la pioggia inizia a ribagnare la nostra terra. E' il momento di dare il cornoletame 500, il preparato biodinamico, a tutta la zona. Approfittiamo del terreno bagnato per sprizzare le gocce di vita, ogni goccia è fonte di nutrimento e rinascita.
Ci ritroviamo in tre a fare moltissimo lavoro:

  • col decespugliatore tagliamo l'erba che ha ripreso a crescere dopo le prime piogge; 
  • tagliamo e portiamo via le piante di zucca, nessuna zucca è riuscita a portare avanti la crescita, probabilmente il poco sole e l'alta umidità ha contribuito anche a spargere un fungo alla pianta; 
  • vengono levate le piante di pomodori e raccolti gli ultimi pomodori verdi, con cui poi farò il delizioso Chutney di Pomodori Verdi.






Nell'orto ormai è rimasto poco: i broccoli le verze e i cavoli devono ancora crescere. Le melanzane hanno sfornato gli ultimi frutti e credo siano arrivate. Solo i peperoncini continuano imperterriti a fruttificare.


Le talee di lauro ceraso

                                        I nostri tardi broccoli iniziano adesso a fiorire


La bieta trapiantata ha ripreso vita e cresce a dismisura.

Le moltissime piante di ramolaccio crescono rigogliose e giganti.


I topinambur che abbiamo trapiantato dai cigli della  strada tengono alta la testa anche se ormai il sole da noi è sempre meno.
Prende pian piano forma, questo nostro giardino. Credo che l'anno prossimo con l'acqua sarà più facile dargli un'impronta più caratteristica . Infatti da quando abbiamo l'acqua i fiori che avevo piantato a primavera (e che erano rimasti dapprima molto scarsi) non hanno smesso di fiorire!


12 ottobre 2011

tra un raccolto e l'altro non lasciamo scapparci nulla all'orto

 Quello delle erbe commestibili è tutto un mondo a parte.
 Eccetto qualche decina di bustoni di misticanza comprata al mercato la mia conoscenze delle erbe spontanee è piuttosto scarsa, rispetto ai grandi conoscitori, intendo dire. So che son molte le piante edibili, ma non le conosco tutte, o con alcune, faccio ancora confusione, date le somiglianze. Del resto non ho mai avuto una nonna che mi portasse con lei nei campi, e il mio interesse nelle piante commestibili era solo relegato all'ambiente cucina. Adesso che abbiamo messo su il nostro orto e che diamo così tanta importanza alla biodiversità lì presente, ci stiamo iniziando anche ad interessare sul cosa è commestibile, oltre a quelle cose, avvolte un pò noiose, che coltiviamo.
Ieri ho raccolto queste piante, erano 7 varietà (nelle foto manca la bieta), 5 tra quelle che coltiviamo  e 2 le spontanee! Ho lavato la verdura e bollita per 10 minuti, tenendo per più tempo le foglie più fibrose che avevano bisogno di una cottura più lunga.
Poi è stata tutta scolata velocemente e ributtata in una padella con olio, aglio e peperoncino, quindi ripassata aggiungendo sale.
L'abbiamo mangiata in una "sleppa"di pizza bianca riscaldata e cosparsa di stracchino......un'esperienza mistica!

raphanus raphanistrum anche detto ramolaccio

carote e rape, ne ho usato solo i ciuffi
malva
zucca
broccoli

10 ottobre 2011

Progetto Orto: ottobre


Siamo ormai a inizio autunno, le foglie degli aceri cascano e il nostro orto ha già acquisito quei colori ambrati e aranciati dell'autunno. Il sole sta girando verso la montagna e ormai viene filtrato solo tenuamente attraverso gli alberi attorno.
I pomodori sono ormai agli sgoccioli della produzione, quelli verdi non ce la fanno a maturare e li stiamo raccogliendo per appenderli e proseguire una maturazione diversa.
Le melanzane stanno lentamente cntinuando a fiorire e crescere, mentre le carote ormai sono pronte, anche se per qualche errore nostro sono rimaste nane.
Ma cavoli, broccoli, bieta e verze continuano la loro lenta crescita e maturazione, e anche i fagioli proseguono a darci bellissimi baccelli fucsia!
La zucca ritardata cresce , dopo vari tentativi non sempre andati bene e lentamente si ingrossa, non so se gliela farà a crescere prima del freddo intenso!! Ma i suoi getti ogni tanto vengono recisi e mangiati!

 


Una nuova pianta è stata sequestrata ad una zona pubblica ed inserita nel nostro orto, questa gigantesca bieta che Roberto è riuscito a cavare senza danneggiare pur avendo un lunghissimo fittone.
Subito trapiantata e venerata!



la carota premium tra tante nane
 Infine a fine settembre abbiamo inserito la new entry regalatami, un bellissimo melo dai frutti succulenti è stato piantato da 6 mani!

26 settembre 2011

Un addio a Wangari Maathai


Ieri, 25 settembre, è morta Wangari Maathai, premio Nobel per la Pace.
Laureata in biologia, è stata la fondatrice del Green Belt Movement, che dal 1977 ha piantato più di 45 milioni di alberi nella nazione africana.
Mettendo a dimora le piante, facendole crescere e prosperare, le donne keniote hanno sperimentato la forza del legame con l'ambiente, l'appartenenza a un tutto, il potere di cambiare le cose. Più che proteggere semplicemente l’esistente habitat, la sua strategia tende ad assicurare e rafforzare la vera base per lo sviluppo ecologicamente sostenibile. Attraverso istruzione, pianificazione familiare, nutrizione e lotta contro la corruzione, il “Movimento Cintura Verde” ha aperto la strada allo sviluppo a livello rurale.
"Perchè aiutando la Terra a guarire, aiutiamo noi stessi. Se vediamo che il pianeta soffre per la perdita dello strato coltivabile e della biodiversità, per la siccità e la desertificazione, se ci impegniamo per recuperare o salvare ciò che andato perduto, per esempio con la rigenerazione di foreste degradate, il pianeta ci aiuterà a curarci e persino a sopravvivere. Quando possiamo mangiare cibo più sano, non adulterato, quando possiamo respirare aria pura e bere acqua pulita, quando il terreno può produrre vegetali e cereali in abbondanza, le nostre malattie e il nostro stile di vita poco sano vengono leniti"
Possiamo amare noi stessi, solo amando la Terra.